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    PONTE delle MOLE - dell' ANIO VETUS - e VIA ANTIRA    


 

Comune: San Gregorio da Sassola
Categoria : archeologia romana e/o protolaziale Tipo : antiche vie / ponti / porti

Il romano Ponte delle Mole (conosciuto anche col nome di Ponte degli Arci o della Mola degli Arci) non è un ponte stradale, bensì un ponte a sostegno di un tratto di un antico acquedotto (l’Anio Vetus).
Il territorio di San Gregorio da Sassola è attraversato da alcuni dei maggiori acquedotti che rifornivano l’Urbe e conseguentemente qui sono presenti diversi grandiosi ponti (oltre questo, c’è anche il Ponte San Pietro ed il Ponte S. Antonio nonché il grandioso Ponte Lupo, che però è in territorio di Gallicano).
Il percorso naturalistico nella vallata del Fosso della Mola è molto pittoresco ed il territorio intorno è totalmente salvo dall’assalto dei lottizzatori di campagna.



Nella foto: SAN GREGORIO DA SASSOLA - PONTE DELLE MOLE dell’Anio Vetus, veduta generale


AMBIENTE E STORIA
Siamo fra i COLLI PRENESTINI, nell’area fra Tivoli e Palestrina - ad Est di Roma - fra verdi alture solcate dalla Via Prenestina. Questa è un’area in cui GLI ACQUEDOTTI ROMANI PROVENIENTI DALL’ALTA VALLE DELL’ANIENE erano indotti , con vari espedienti , a perdere quota per scendere alla Campagna Romana, superando – mediamente – fra i cento e i centocinquanta metri di dislivello. Alcuni grandi ponti furono costruiti per condurre le acque tra un colle e l’altro. Poco prima di San Gregorio da Sassola, dalla Provinciale 38 A (Faustiniana) si diparte (verso Est) un sentiero campestre che porta al cospetto di uno dei più maestosi di questi ponti (IL PONTE DELLE MOLE). Nel percorrere questo sentiero ci si imbatte inaspettatamente in un lungo tratto molto ben conservato (o restaurato) di strada romana dal nome poco certo. Essa è conosciuta come VIA ANTIRA, ma non c’è certezza su questo nome, in quanto la denominazione ‘Antira’, secondo alcuni, fu il frutto di una errata trascrizione di quello indicato in antiche mappe del territorio (VIA ANTICA).
Proseguendo il cammino si raggiunge la diruta ANTICA MOLA DEGLI ARCI (gli 'arci' erano proprio gli archi del vicino PONTE DELLA MOLA CON CUI L'ACQUEDOTTO ANIO VETUS ATTRAVERSAVA LA VALLE DEL FOSSO DELLA MOLA).
Realizzato dopo l’Acquedotto Appio (costruito 40 anni prima) L’ANIO VETUS ERA IL SECONDO ACQUEDOTTO COSTRUITO DAI ROMANI e fu realizzato dal 272 al 269 a.C. (con i proventi della VITTORIA SU PIRRO); allo scopo il Senato incaricò i Censori Flavio Flacco e Manio Curio Dentato quali 'Duumviri Aquae Perducendae', ma fu il primo ad occuparsi della cosa, in quanto il collega morì poco dopo la nomina. L’Anio Vetus raggiungeva Roma nella zona di Porta Maggiore e finiva (dopo 63 km. di percorso) al ‘castello’ terminale presso l’Arco di Gallieno all’Esquilino, dove è oggi la Chiesa di San Vito; l’appellativo di 'VETUS' gli fu attribuito quasi trecento anni dopo, quando fu realizzato l’altro acquedotto dell’Aniene (cioè l’Anio detto 'NOVUS').
Come evidenzia il nome, questo acquedotto prendeva l’acqua dall’ ANIO (ANIENE), in un’area a Nord di San Cosimato, nella bassa Sabina (si tenga conto che Manio Curio Dentato aveva appena annesso all’Urbe il territorio dei Sabini). La qualità dell'acqua seguiva le vicende del fiume per cui SPESSO SI INTORBIDIVA e così, quando - in etàimperiale - Roma ebbe molte altre alternative di rifornimento, questo acquedotto fu adibito all'alimentazione di fontane ornamentali ed ad usi irrigui.
Dopo un percorso in gran parte sotterraneo o interrato, l’Anio Vetus attraversa, nel territorio di San Gregorio da Sassola, la valletta del Fosso della Mola (in uno dei suoi punti più stretti) mediante questo Ponte della Mola (detto anche degli Arci o della Mola di San Gregorio). Il percorso di questo acquedotto, da qui - continuando l’attraversamento dei Colli Prenestini - ridiventa sotterraneo e molto tortuoso (al fine di assicurare una pendenza costante nella discesa verso Roma). Pare che l’acquedotto avesse una portata di oltre 2000 litri al secondo, che però giungevano a Roma più o meno dimezzati, a causa delle perdite e degli allacci abusivi.
Già osservando il suo rivestimento in laterizio è evidente che QUESTO PONTE NON RISALE ALL'EPOCA DI COSTRUZIONE DELL'ACQUEDOTTO. Infatti esso FU REALIZZATO DAGLI INGEGNERI DI ADRIANO, in occasione di un ammodernamento dell'acquedotto. Essi (seguendo le indicazioni di Frontino) sostituirono - ad un tortuoso percorso della canalizzazione e ad un piccolo ponte preesistente (ora completamente scomparso) - questa nuova opera che ne accorciava il percorso mantenendone nel contempo una pendenza tecnicamente accettabile.

IL PONTE DELLE MOLE OGGI
Questo maestoso ponte è AD ARCATE SOVRAPPOSTE e presenta una lunghezza di oltre 155 metri ed un' altezza massima di 24 metri. Non tutte le arcate sono originali di epoca Adrianea, perché PARECCHI FURONO I RESTAURI di cui alcuni effettuati recentemente dalla Sovrintendenza per salvare l’opera da un degrado incombente. Infatti alcune arcate mancano anche per crolli recenti (il più consistente avvenuto nel 1965 pare sia stato opera – speriamo involontaria - dell’uomo) tant'è che OGGI POSSIAMO VEDERE SOLO OTTO DOPPIE ARCATE.
Poco oltre il Ponte delle Mole si trova un altro grande manufatto: il PONTE SAN PIETRO (dell’acquedotto romano dell’Aqua Marcia) con una grandiosa arcata di circa 16 metri di luce. Ambedue i ponti potevano essere utilizzati anche dai viandanti tra il territorio di Tibur e quello di Praeneste.


TRA GLI ALTRI LUOGHI DI INTERESSE, non lontani dal Ponte delle Mole (oltre gli altri grandi ponti degli acquedotti esistenti in questo territorio: Ponte della Bulica, Ponte Lupo, Ponte Caipoli, Ponte Taulella e Ponte Pischero) si segnalano il borgo (con Castello ) di San Gregorio da Sassola, il ponte (stradale) Amato della Via Prenestina Antica (v. Gallicano), il Tempio della Fortuna Primigenia (v. Palestrina), i resti della Città di Gabii (v. Roma, Via Prenestina); non molto distante è l'area di Tivoli sia con i monumenti della vallata sottostante (Villa Adriana, Mausoleo dei Plauti e Ponte Lucano) che della città (Resti Urbani di Tivoli Romana, Villa d'Este, Villa Adriana e Castello di Rocca Pia).




Per informazioni:
Un paio di chilometri dopo il bivio della Via Polense, andando verso San Gregorio da Sassola, la SP 38 A (Via Faustiniana) intercetta sulla destra una via selciata romana; percorso il tratto basolato si continua per 700 metri incontrando una vecchia mola (è la Mola degli Arci), quindi - dopo altri 800 metri - si giunge al cospetto del Ponte della Mola. Proseguendo sul medesimo sentiero si arriva - dopo 500 metri - al Ponte San Pietro.
La Strada Provinciale è percorsa da Bus Cotral da e per S.Gregorio da Sassola.
Info Pro Loco S. Gregorio tel. 0774 489302

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