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    CITTA' di VEIO (resti): zona Cassia/Braccianese    


 

Comune: Roma
Categoria : archeologia etrusco-romana Tipo : abitati / città

Nel Comune di Roma, fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA), non lontano dalla Via Cassia, si trovano le rovine di Veio. Essa era la città etrusca più prossima a Roma e costituiva un avamposto a controllo del basso corso del Tevere; queste circostanze che costituivano la ragione della sua prosperità si rivelarono poi causa della sua rovina. Oltre a dover affermare la sua supremazia verso le altre città etrusche, capenati e falische del prossimo retroterra, dovette affrontare più di un secolo di guerre, con alterne fortune, con la grande nemica (Roma) fino alla propria distruzione che costituì il massimo trionfo (celebrato nei secoli) della sorgente Urbe.


Nella foto: ROMA Area Cassia - CITTA' DI VEIO: volto del famoso Apollo di Veio (ora al Museo di Valle Giulia-Roma)


AMBIENTE E STORIA
Le rovine di Veio ed i resti delle sue Necropoli si estendono per circa duecento ettari nell’Agro Romano, versante Cassia (ai limiti dei Comuni di Formello e di Isola Farnese), su un altopiano dal perimetro triangolare, limitato dai torrenti Piordo e Valchetta (antico Cremera, presso cui I ROMANI SUBIRONO UNA SONORA SCONFITTA CHE NON DIMENTICARONO MAI).
I duecento ettari dell' area archeologica dell’antica Veio si trovano oggi nell’ambito di un ben più VASTO PARCO NATURALE REGIONALE (quindicimila ettari) di grande interesse – oltre che archeologico – paesaggistico e naturalistico che comprende territori dei Comuni di Roma, Campagnano, Castelnuovo, Formello, Magliano, Mazzano, Morlupo. Questa è la zona più meridionale dell’antica Etruria.
VEIO ERA LA CITTA' ETRUSCA PIU' VICINA A ROMA ed ebbe un grande sviluppo tra il VII ed il V sec. a.C. quando estese i propri domini in tutta l’Etruria meridionale, a spese dei Capenati, dei Falisci ed anche dei Latini (della città latina di Fidene).
Nel periodo di massima potenza VEIO CONTROLLAVA TUTTA LA LINEA DI CONFINE tra il territorio etrusco e quello latino e, quindi, il Tevere fino alla sua foce dove si trovavano anche le PREZIOSE SALINE. Per queste ragioni si trovò presto a competere con l’etrusca Caere (Cerveteri) e soprattutto (lasciata sola dalle altre città etrusche) con la nascente Roma che - nel 507 a.C. - la attaccò per la prima volta. Dopo tante guerre dalle alterne fortune, nel 396 a.C. il dittatore MARCO FURIO CAMILLO - dopo un assedio passato alla leggenda (anche per le ASTUZIE DEGLI ASSEDIANTI) come quello di Troia - conquistò definitivamente la città etrusca. Questo successo fu tanto importante che al comandante vittorioso fu attribuito il titolo di SECONDO FONDATORE DELL'URBE (e alla strada che portava verso Veio la denominazione - ancora oggi vigente - di VIA TRIONFALE).
Roma aveva sempre tenuto in alta considerazione l’OPULENTA VEIO tant’è che all’epoca dell’invasione dei Galli (Brenno, 390 a.C.) si pensò addirittura di trasferirvi tutti i cittadini dell’Urbe.
Il territorio della città etrusca, dopo la conquista romana (suddiviso fra cittadini romani e disertori di Veio e delle città sue alleate) venne presto occupato da numerose VILLE e FATTORIE; quel che restava della splendida città etrusca venne man mano a spopolarsi, ma nel 44 a.C., Giulio Cesare la riabilitò al rango di COLONIA. Diventata romana a tutti gli effetti, la città CONOBBE UN CERTO SPLENDORE IN ETA' IMPERIALE (Augusto la elevò addirittura al rango di MUNICIPIUM) e vi furono realizzati grandi opere e complessi pubblici, ma tutto durò poco più di un secolo perché al tempo di Adriano iniziò un NUOVO, INARRESTABILE, DECLINO che portò alla sua definitiva scomparsa.

I RESTI DELLA CITTA' DI VEIO E LE SUE NECROPOLI OGGI
Oggi il grande interesse di questa area archeologica è costituito dalle TESTIMONIANZE DI EPOCA ETRUSCA ed in particolare dai resti delle mura ed aree sacre e dalle diverse tombe disperse nel territorio. Dal c.d. TEMPIO DI PORTONACCIO (di cui poco rimane) proviene il famoso APOLLO DI VEIO, vera e propria icona della scultura etrusca (dello scultore Vulca) ora al Museo di Villa Giulia a Roma.
Le Necropoli si estendevano sulle alture intorno alla città e - tra esse - di grande interesse sono quelle del periodo villanoviano; qui si trovano diverse tombe dipinte (tra cui la Tomba delle Anatre, forse del VII a.C. - che si trova nel folto di una macchia, ed è la più antica delle tombe dipinte dell’Etruria – e la Tomba Campana, di grande pregio artistico). Le Tombe dipinte, insieme agli scavi romani della Villa Campetti, sono visitabili su prenotazione.
Molte escursioni di interesse naturalistico ed archeologico sono organizzate (anche per il pubblico dei più piccoli) dall’Ente Parco. Un interessante museo (MUSEO DELL' AGRO VEIENTANO) è allestito presso il Palazzo Chigi di Formello.


TRA GLI ALTRI LUOGHI DI INTERESSE, non lontani da Veio, si segnalano - fuori del Raccordo Anulare di Roma la Villa di Livia a Prima Porta (v. Roma via Flaminia) e l'Arco di Malborghetto (v. Sacrofano) che sono situati lungo la Via Flaminia ed i resti della Villa dei Volusii (v. Fiano Romano) e della città di Lucus Feroniae (V. Capena) che sono situati presso il Casello di Fiano Romano dell'Autostrada del Sole. Dalla Via Cassia, pochi chilometri a Nord dall'ingresso all'area di Veio, si dirama la Via Braccianese che conduce a Bracciano (omonimo Lago e Castello Odescalchi); dalla stessa Via si possono raggiungere le pittoresche rovine dell'Antica Galeria (città morta).




Per informazioni:
Grande Raccordo Anulare (GRA) uscita 2- Via Cassia direzione Viterbo.
Gli scavi di Veio si trovano in area recintata e custodita e sono visitabili solo in determinati giorni della settimana; essi sono raggiungibili dal km 17.4 della Via Cassia, percorrendo Via Riserva Campetti di Isola Farnese (dove occorre guadare il fosso della Mola, presso una pittoresca cascatella).
Info tel DGBA 06.30890116 ovvero 06.3226571, Ente Parco-Infoshop Formello tel. 06.90194259

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