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    ABBAZIA GRECA DI SAN NILO di GROTTAFERRATA    


 

Comune: Grottaferrata
Categoria : abbazie Tipo : abbazie e monasteri

Questa grande Abbazia (il cui nome uficale è oggi Monastero Esarchico di Santa Maria) si trova a Grottaferrata, sui Colli Albani (conosciuti anche come Castelli Romani), immediatamente a Sud-Est della Capitale; essa è ormai l’unica Abbazia di rito greco-bizantino esistente in Italia.
Non solo per questa circostanza ma anche per la sua storia antichissima - di cui conserva cospicue testimonianze - e la sua particolare conformazione a fortezza, essa è un unicum fra i luoghi di culto del nostro Paese



Nella foto: GROTTAFERRATA - ABBAZIA DI SAN NILO : campanile romanico, al tramonto


AMBIENTE IN CUI SORGE L'ABBAZIA DI GROTTAFERRATA
L’Abbazia è sita in Provincia di Roma, ai limiti alti dell’abitato di Grottaferrata - amena località dei Colli Albani - e domina, dall’altura su cui è collocata, tutta la fertile campagna circostante.
L’area fa parte del Parco Regionale dei Castelli Romani che racchiude il territorio collinare immediatamente a Sud di Roma (antico Vulcano dei Colli Albani) caratterizzato da laghi vulcanici, boschi di castagno e vigneti, secolare meta delle scampagnate dei cittadini della Capitale. In epoca romana i patrizi dell’Urbe, facevano a gara per costruire qui sontuose ville, in cui abbinavano occasioni di ozio con più produttivi impegni di tempo dedicati ad un’avanzato livello di produzioni agricole (ed enologiche). Stessa situazione si verificò nel sei-settecento, epoca in cui furono realizzate le famose ville tuscolane.

NELLE VICINANZE DI GROTTAFERRATA (che sorge al centro dell'Area dei Castelli Romani) si trovano tutte le altre famose località del comprensorio albano (tra cui Frascati, Genzano, Albano, Nemi e Castelgandolfo, per citarne alcune).
La zona, pregevole non solo dal p.di v. paesaggistico (boschi e Laghi vulcanici di Nemi ed Albano) ma anche archeolologico (Criptoportico del Barco Borghese, Albano romana, resti di Tusculum, catacombe Ad Decimum, area di Nemi e del Monte Cavo) e monumentale (famose Ville Tuscolane e Palazzo Chigi ad Ariccia, Palazzi Papali a Castelgandolfo); questa zona è molto nota anche per i suoi prodotti tipici ("porchetta" e "vino dei castelli", per citarne qualcuno).


STORIA DEL COMPLESSO

Il nome ufficiale di questa Abbazia è "Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata".
Prima che questo luogo divenisse insediamento cristiano, qui sorgeva una villa romana di età imperiale. Gli imponenti resti di quella villa - in particolare il grande criptoportico di sostegno - si trovano sotto il livello dell'attuale piazzale antistante la chiesa abbaziale. La villa romana aveva inglobato una preesistente cella sepolcrale di età repubblicana (chiusa da inferriate: una “ crypta ferrata”, per l'appunto) che venne adattata nel V secolo ad oratorio cristiano.
In questa località – che ormai era denominata ‘Cryptaferrata’ - AGLI INIZI DEL MILLE GIUNSE UN GRUPPO DI MONACI CALABRESI di rito bizantino-greco, proveniente dai territori bizantini della Calabria. Essi erano guidati dal vecchio (SAN) NILO DA ROSSANO CALABRO, accompagnato dal fedele discepolo (San) Bartolomeo. Si narra che essi furono esortati dalla Madonna, apparsa a loro nella cripta–oratorio, a darsi da fare per costruire un NUOVO SANTUARIO a lei dedicato. Essi ottennero dal conte Gregorio di Tuscolo i terreni necessari e così, a metà dell’ ANNO 1004 EBBE INIZIO LA COSTRUZIONE DELLA BASILICA dedicata a Santa Maria. Nel settembre dello stesso anno, San Nilo morì ed il lavoro fu proseguito da San Bartolomeo, terminando 20 anni dopo: nel 1024 infatti il nuovo santuario fu consacrato da Giovanni XIX dei Conti di Tuscolo.
Dopo qualche decina di anni, con la divisione tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, l’ABBAZIA DI GROTTAFERRATA DIVENNE - in Italia - IL PRINCIPALE LUOGO D'INCONTRO E DIALOGO TRA ORIENTE LATINO ED OCCIDENTE GRECO-ORTODOSSO.
I monaci godettero per molti anni della protezione dei signori di Tuscolo, ma questo legame, mentre era molto proficuo sotto i Papi di famiglia tuscolana, lo era meno in altre epoche tanto che nel 1163 per qualche decennio essi furono COSTRETTI A SLOGGIARE ed a rifugiarsi nel Monastero del Sacro Speco di Subiaco (sempre nel Lazio, ad una settantina di chilometri da qui).
Una decina d’anni dopo, I MONACI TORNARONO, ma l’Abbazia non visse molti momenti di tranquillità, vista la sua POSIZIONE STRATEGICA che ne faceva luogo di tappa preferito per tutte le milizie che volevano accamparsi in vista della capitale pontificia. Con Pio II - che nominò Commendatario l’umanista CARDINALE BESSARIONE - si trascorse un periodo di pace e di grande sviluppo culturale, ma nel 1482 il Duca di Calabria occupò l’Abbazia con tremila uomini, cosa che convinse il Cardinale Giuliano della Rovere a fortificarla.
Seguirono alterne vicende che ebbero come denominatore comune l’ASSERVIMENTO DELL'ABBAZIA FORTIFICATA ALLE VARIE FAMIGLIE PRINCIPESCHE DELLA ZONA (Colonna, Farnese, Barberini ecc.) i cui esponenti, spesso, ne erano Abati Commendatari. Nel periodo napoleonico l’Abbazia subì un periodo di decadimento e di abbandono finchè, a metà ottocento, fu restituita ai Monaci venendo quindi, NEL 1874 DICHIARATA MONUMENTO NAZIONALE. I Monaci di Grottaferrata sono CATTOLICI BASILIANI E NON ORTODOSSI come molti impropriamente affermano - e praticano il RITO BIZANTINO che dà luogo anche a liturgie e CERIMONIE PARTICOLARMENTE SUGGESTIVE.
Oggi questa Abbazia è l’unico Monastero Bizantino superstite da un passato che aveva visto la presenza di tanti di essi sia nell’Italia meridionale che a Roma.


IL COMPLESSO ABBAZIALE

L’Abbazia ha oggi l’aspetto di un VERO E PROPRIO COMPLESSO FORTIFICATO, dovuto alle importanti trasformazioni subite nei secoli ed in specie nel corso del quattrocento. Il complesso è delimitato da UNA POSSENTE CINTA MURARIA a perimetro quasi rettangolare con quattro torri altrettanto imponenti.
All’interno della cerchia muraria sorge - a lato del monastero - la CHIESA ABBAZIALE DI SANTA MARIA (in mattoni rossi) che ha conservato l’aspetto esterno di STILE ROMANICO sottolineato da un pronao a quattro colonne e da uno svettante CAMPANILE A TRIFORE DI CINQUE PIANI. Il Santuario appena realizzato era già ‘bello e ornato di marmi e di pitture, ricco di sacri arredi, ammirato da tutti’; per la sua costruzione erano stati peraltro riutilizzati quasi integralmente tutti i marmi e le pietre della villa romana.
Fu adornato di IMPORTANTI MOSAICI e cappelle dedicate a Santi e Martiri; nel 1132 fu costruita la cappella di San Nilo e quindi nel secolo successivo - godendo della protezione dei conti di Tuscolo e dei Papi di origine tuscolana – esso fu arricchito all'esterno e soprattutto all’interno, anche con OPERE COSMATESCHE ED AFFRESCHI.
Alla fine del quattrocento, per volere del Cardinale Giuliano della Rovere (poi Papa col nome di GIULIO II) - su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane e di Baccio Pontelli - il complesso abbaziale fu inglobato in una poderosa cerchia di mura che (munita di quattro torri ed un fossato) fecero annoverare questo complesso fra le abbazie meglio fortificate. Odoardo Farnese nel 1610 ne arricchì la parte ornamentale commissionando al Domenichino i pregevoli affreschi che oggi si possono ammirare.
Dall’epoca della fortificazione in poi, anche con l’impiego di architetti importanti (Bernini compreso) molti interventi riguardarono in particolare la Chiesa, snaturandone parecchio (tra settecento e metà ottocento) la originaria struttura interna e l’aspetto esterno. Viene infatti costruito un nuovo monastero ed un nuovo chiostro ed occultati, con sovrastrutture barocche, le strutture interne della Chiesa. Per finire - a metà ottocento ca.- il Cardinale Mattei SOVRAPPOSE UNA NUOVA FACCIATA ED UN AVANCORPO AL VECCHIO PROSPETTO DELLA CHIESA, fortunatamente rimossi nel 1910; infatti in quell’anno una impegnativa serie di lavori consentì di riportare alla luce molte strutture originarie, affreschi e pregevoli mosaici e restituire – almeno parzialmente – la chiesa al suo primitivo splendore.


PER I PIU’ INTERESSATI O CURIOSI

1) LE CERIMONIE DI RITO BIZANTINO
I monaci basiliani dell’Abbazia di Grottaferrata hanno il caratteristico aspetto che li rende ai nostri occhi simili ai pope dell’Europa Orientale (importante barba e alto copricapo cilindrico). Come noto, le chiese di rito bizantino (come questa Basilica) sono caratterizzate dall’iconostasi, oltre la quale - nascosta agli occhi dei fedeli - si trova la “vima” (l’altare).
Le cerimonie sono molto suggestive, per la liturgia che le accompagna e che comporta una diversificata serie di inni sacri e continue apparizioni e scomparse del celebrante oltre l’iconostasi; di particolare interesse sono il rito della benedizione delle acque il 6 gennaio in ricordo del battesimo di Gesù ed i riti della Settimana Santa. Il calendario delle cerimonie domenicali ed infrasettimanali è pubblicato sul sito dell’Abbazia www.abbaziagreca.it
2) I MONACI CALABRESI E LA LEGGENDA DEL GRAAL
Erano Calabresi i monaci che approdarono a Grottaferrata intorno al mille.
Nel saggio ‘Il Santo Graal’ (di M.Baigent, R.Leigh, H.Lincoln) - testo ispiratore del tanto discusso ‘Codice da Vinci’- vengono formulate ipotesi molto suggestive sul ruolo di ‘un misterioso gruppo di Monaci Calabresi’ che (verso la fine del Mille, proprio quando a Grottaferrata arrivò San Nilo) si spinse fino ad Orval (nelle Ardenne), accolto dalla madre adottiva di Goffredo di Buglione; uno di questi monaci sarebbe stato istitutore di Goffredo contribuendo all’ispirazione della prima Crociata.
Si ipotizza che questi Monaci, poi misteriosamente scomparsi da Orval, avrebbero in realtà raggiunto Pietro l'Eremita a Gerusalemme dove si era recato al seguito della Crociata. Nel 1099 un consesso anonimo (fra i cui capi c'era un Monaco Calabrese) offre il trono di Gerusalemme a Goffredo di Buglione il quale fa costruire un' Abbazia sul Monte Sion. Da qui si è dedotto un legame tra la comunità monastica del Monte Sion e la nascita dei Templari, come loro braccio armato per la protezione dei pellegrini.
3) PICCOLA DISPUTA SULL' ORIGINE DEL NOME
Secondo la tesi più accreditata, l’origine del nome di questo luogo risalirebbe alla ‘Crypta Ferrata’ - di epoca romana - su cui era sorto il primo santuario paleocristiano; ma altri studiosi avanzano l’ipotesi che questo nome sia stato ispirato (quando qui si cominciò ad officiare col Rito Greco) dalle Craetes Ferrae che vennero a separavare l’iconostasi dal resto della chiesa. Altri ancora sostengono che il nome del luogo sia originato da una antica ferriera di cui esistono avanzi medioevali nel territorio costituente il patrimonio dell’Abbazia.
4) CRIPTOPORTICO E MUSEO
Nel 1902 furono scoperti i resti di una strada romana su cui si apriva l’ingresso principale dell’antica chiesa; sotto il vasto piazzale antistante la chiesa abbaziale si trova (ed è visitabile) il grandioso criptoportico della villa romana su cui è stato costruito il santuario (v. Lazioturismo, Sez. Archeologia). La famosa crypta ferrata (l’oratorio paleocristiano già esitente all’arrivo di San Nilo) è invece visibile all’interno della Chiesa di Santa Maria (prima cappella a destra).
Nel Museo dell’Abbazia sono custoditi reperti sia locali che conferiti da vari donatori; di grande interesse specie quelli protostorici e di epoca romana (provenienti dagli scavi delle vicine catacombe e delle lussuose ville dei paraggi) nonché testimonianze medioevali (riferiti alle varie epoche di trasformazione dell’Abbazia).
5) BIBLIOTECA E LABORATORIO DI RESTAURO DEL LIBRO ANTICO
La Biblioteca, che risale probabilmente all’epoca della fondazione dell’Abbazia, legata quindi all’antico scriptorium, custodisce codici rarissimi e testi importantissimi in specie per lo studio della musica bizantina.Nel complesso sorge il Laboratorio di Restauro del Libro Antico (qui furono restaurati libri famosi tra cui il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci); per info tel. 06.9456019.




Per informazioni:
All’Abbazia di Grottaferrata si accede al termine del Corso del Popolo della cittadina laziale, la quale si raggiunge dal Raccordo Anulare di Roma (GRA) percorrendo, per circa 20 chilometri, la Via Anagnina.
L’Abbazia è tenuta dai Monaci Brasiliani che offrono anche ospitalità, in genere a gruppi. Info su http://www.abbaziagreca.it Per visite Gruppo Arccheologico Latino www.gruppoarcheologicolatino.org tel. 06.9419665. ovvero 340 9619736.

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