Archeologia
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A fronte della quantità di necropoli che costellano il territorio della Tuscia viterbese sono ben pochi i resti di abitati etruschi giunti ai nostri giorni. Di questi, uno dei principali è il sito dell'Acquarossa, che sorge a poco più di un chilometro dalla città romana di Ferentum, al confine Nord del Comune di Viterbo.
Immerso in un territorio molto suggestivo dal punto di vista paesaggistico ed a grande distanza da centri abitati (è raggiungibile con un articolato percorso in gran parte di trekking), Luni sul Mignone si trova a 10 km. da Blera. Lungo il percorso, molto vario, si trova un ponte che rappresenta una bella testimonianza di archeologia ferroviaria.
Quest'area archeologica, insieme a quella vicina di Luni sul Mignone ed a quelle di Acquarossa (v. Viterbo) e di Veio (v. Roma-via Cassia), costituisce una delle poche testimonianze di abitato etrusco nell'Etruria Meridionale, a fronte del grandissimo numero di Necropoli - anche monumentali - esistenti in tutto il territorio.
Antico anfiteatro, unico nel suo genere in quanto non possiede pareti esterne essendo stato ricavato interamente all'interno di uno sperone tufaceo. Rimasto nascosto per secoli dentro la collina da cui era ricavato, fu riportato alla luce solo a metà ottocento dai proprietari del fondo sovrastante. Si trova immediatamente a valle della storica cittadina medioevale di Sutri ed è abbastanza ben conservato, visto che era rimasto interrato per secoli. Al suo interno si riconosce la tipica struttura del luogo di spettacolo, con tre ordini di gradinate...continua
Solitario, fra alte colline assolate (da cui si scorge in lontananza la medioevale città di Tarquinia), sorge un imponente quadrilatero di pietre squadrate che era la base del Tempio detto Ara della Regina. Esso,- probabilmente dedicato ad Artumes (Artemide) - era il più maestoso dell’antichità etrusca.
I c.d. Archi di San Lidano sono i resti di un grande ponte romano e si ergono isolati sul piano della campagna pontina ( presso Sezze Scalo). Fa un certo effetto constatare che il terreno qui è perfettamente in piano e non esiste alcun corso d'acqua da scavalcare. Il corso d'acqua fu prosciugato negli anni trenta a seguito delle opere di regolazione delle acque alte delle Paludi Pontine.L'antico ponte, interamente in opus quadrata, era al servizio di una strada abbastanza importante che collegava la Via Appia a Setia ( Sezze)...continua
Lo strano casone in mattoni rossi che si erge poco prima del ventesimo km. della moderna Via Flaminia, nella campagna di Sacrofano, nasconde una testimonianza importante per la storia dell'architettura antica ma soprattutto per la fede cristiana. Osservando bene si scopre che il casone racchiude un arco quadrifronte in laterizio. Infatti questa anonima costruzione ha inglobato l' arco commemorativo eretto nel 315 in onore di Costantino sul luogo in cui egli sarebbe stato accampato prima della battaglia con Massenzio, ricevendo il suggerimento divino di apporre la croce sugli scudi dei soldati (segno che avrebbe assicurato loro la vittoria)...continua
Anche se poco nota, molti studiosi definiscono quest'area come la più significativa scoperta dell' Archeologia Laziale dell'ultimo decennio. Il sito, seppellito per secoli nelle provvidenziali dune marine, è stato miracolosamente salvato dall'espansione residenzial-balneare che ha contraddistinto il litorale a Sud di Roma negli anni recenti. Qui si conservano i resti di un abitato romano sovrapposto ad un insediamento latino, dedicato al dio Inuo - sorto presso il fiume Incastro (emissario del Lago di Nemi) - in cui si evidenziano testimonianze, anche arcaiche, legate alla tradizione di Enea, tali da mettere in dubbio quanto si era finora attribuito in via esclusiva alla vicina Lavinium...continua
Appena inizia la salita che da Roma porta ai Colli Albani, verso Grottaferrata (graziosa cittadina dei Castelli Romani), quando la via Anagnina (biforcandosi attorno alla collina) diventa a senso unico, si tocca il X miglio della strada antica. Appena passata la biforcazione, sulla sinistra della strada si scorge un cancelletto con un piccolo viale ornato da cipressi che porta ad una casupola: è questo l’ingresso di una delle poche catacombe romano-cristiane fuori del territorio della Capitale.
Su una serie di poggi, a pochi passi dal Castello Medioevale di Bolsena e quindi del centro storico della bella cittadina dell’omonimo Lago, si trova questo sito archeologico costituito dai cospicui resti di una città che era stata fondata dai profughi della potente etrusca Volsinii (Orvieto), distrutta dai Romani nel 265 a.C..
Occorre cercarli nelle campagne di Castrocielo e di Aquino i resti della prospera città romana di Aquinum (famosa per le porpore e per aver dato i natali, tra gli altri, a Giovenale). Con l'ausilio di qualche indicazione e del nostro intuito, scoveremo monumenti importanti e significativi in una zona oggetto ancora oggi di campagne di ricerca e scavo.
Viene a tutti di chiedersi come questi grandi monumenti della Casinum romana siano sopravvissuti all'inferno che qui si scatenò nel 1944 e che in pochi minuti polverizzò la grandiosa sovrastante Abbazia.
La magnifica e intatta cerchia muraria - dal colore giallo rossiccio - di questa città, isolata nella campagna di Fabrica di Roma, appare all'improvviso percorrendo il sentiero alberato che conduce alla bella Porta Giove. Falerii Novi fu fondata ad iniziativa dei Romani per concentrarvi i profughi della città falisca di Falerii (Civita Castellana) - detta Veteres - che essi avevano appena espugnato. La cerchia muraria, di circa 2 km, è quasi intatta e racchiude una chiesa romanica e i pochi resti urbani romani finora portati alla luce...continua
Eleganti e ordinate, così molti definivano le rovine di Ferentum, come ben costruita e prospera fu questa città romana. L' area archeologica - che, per la verità oggi si presenta non molto curata - si trova verso il confine Nord del Comune di Viterbo e racchiude, lungo una struttura viaria rappresentativa della intessitura urbana tipica delle città romane, resti di importanti monumenti pubblici, in particolare di un grande Teatro...continua
Era una delle città-mercato più importanti, vivaci e chiassose dell'antichità, questa i cui resti sorgono a fianco del silente e mistico luogo di raccoglimento del Santuario di Vescovio. Essa aveva l'appellativo di novum per aver sostituito un più antico mercato di origine sabina. Un gruppo di vestigia romane si trova a fianco della Chiesa già Cattedrale dei Sabini (non a caso edificata qui, dove anticamente c'era un tempio pagano) ed altre, forse più imponenti, rovine si trovano nel territorio circostante...continua
Non si può nascondere l'emozione quando si entra sotto le ampie coperture che proteggono i preziosi e fragili resti di questa importante Colonia, dalla vita travagliata, che Roma edificò provocatoriamente in terra sannita (e che i romani stessi distrussero nel 125 a.C.). I resti sono di età repubblicana, non manomessi in alcun modo in quanto per secoli si erano perse le tracce di Fregellae. Infatti solo da qualche decennio si è dato luogo alle operazioni di scavo e conservazione dell'intera area che ha prodotto molti ritrovamenti. Quanto emerso è ottimamente esposto ai visitatori con cura e intenti divulgativi sia in loco che presso il Museo di Ceprano...continua
Nel Comune di Roma, fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA), su una collina, presso la Via Prenestina, scuro e solitario si erge il grande rudere del Tempio di Giunone Gabina. Posto su un'altura desolata ed incolta, quasi al confine Est del territorio comunale di Roma, esso è una delle poche testimonianze di quella che fu una fiorente città dei Latini. Il suo colore è quello della pietra (Pietra Sperone o Gabina) che fece la fortuna di Gabii (e la sua rovina, dato che i resti dell'antica città - già nell'antichità - furono erosi dai cavatori di pietre da costruzione). La collina su cui sorge è un crinale del prosciugato Lago vulcanico di Castiglione e la via Prenestina si chiamava un tempo Via Gabina...continua
I bianchi resti della Colonia Julia Felix Lucus Feroniae sorgono in questo rilievo verde della Sabina romana, dove una volta sorgeva un bosco (Lucus) ed un luogo di culto capenate della dea delle messi (Feronia). L'area archeologica sorge sulla Via Tiberina, nella zona (all'esterno) dell'attuale Casello di Fiano Romano dell'Autosole. Qui vicino, ma all'interno dell'area di servizio autostradale, si trova la Villa dei Volusii. Reperti del sito e della zona circostante sono nel locale Antiquarium...continua
Nell'ultimo lembo Sud del Lazio, nella piana sottostante l'attuale Minturno, si trovano i cospicui resti dell'antica città di Minturnae, che sorgeva sul Mar Tireno al confine con la Campania (presso il fiume Garigliano). Sono presenti numerosi interessanti monumenti posti lungo la tipica intessitura stradale di una città romana. Il bel Teatro è ancora oggi in uso. Una grande raccolta di marmi si trova presso il locale Museo Archeolgico...continua
Su un roccioso promontorio - dominante la Piana Pontina - sorgono i resti di questa città di età repubblicana la cui esistenza fu drammaticamente interrotta in epoca antica per mano dei suoi stessi abitanti. Su questo grande terrazzamento dal panorama incomparabile ci si presenta un esempio di struttura cittadina di età repubblicana abbastanza completo e senza grosse manomissioni, pur se con resti monumentali abbastanza modesti...continua
Nel Comune di Roma, fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA), i grandiosi resti della antica Ostia rappresentano ampiamente (alla pari di Pompei) la struttura non manomessa di una prospera città romana. Il profumo e l'ombra dei pini marittimi accompagna i visitatori che si muovono in questa area archeo-naturalistica molto appartata e suggestiva (eppure non lontana dall'Aeroporto di Fiumicino). Oltre ai notevoli monumenti presenti è interessante scoprire qui le tangibili tracce di vita di quella che fu l' Emporium di Roma, sorta presso gli attracchi alla foce del Tevere (e che oggi si trova - a causa dell'interramento della costa - a 4 km. di distanza dal mare). Sul sito sorge l'importantissimo Museo Archeologico Ostiense...continua
Transitando lungo la Statale dei Monti Lepini dopo Priverno verso Frosinone, si osservano (sulla sinistra della via) notevoli resti romani ascrivibili alla Colonia di Privernum, da cui ha preso il nome la vicina cittadina. Questo era un luogo strategico in quanto vi convergevano i due itinerari (oggi Via dei Monti Lepini e Via Carpinetana) che collegavano la Valle Latina (Valle del Sacco) con la pianura costiera tirrenica. Gli scavi, ancora in corso, hanno messo in luce resti delle mura, le strutture di edifici pubblici ed alcuni ambienti anche mosaicati che mostrano il buon livello dell'antico stanziamento. Reperti sono al Museo Archeologico di Priverno..continua
Visitando il grazioso centro di Monteleone Sabino ci si imbatte in reperti archeologici incastonati nei muri delle abitazioni medioevali, tra cui spiccano epigrafi e fregi marmorei; in particolare si resta colpiti dai caratteristici simulacri di leoni, che probabilmente diedero il nome a questo borgo sorto vicino al luogo dove sorgeva la città romana di Trebula Mutuesca.
Sul Monte Tuscolo, una delle vette più alte e panoramiche dei Colli Albani (sui bordi del cratere dell'ex vulcano Laziale) si trovano le rovine della città dove tutti i patrizi romani aspiravano ad avere una loro residenza. Ciò che rimane di ville, strade, luoghi di culto ed altri edifici pubblici e privati, sono sparsi sul pianoro e sulle fiancate del rilievo, nei territori comunali di Monteporzio Catone, Frascati e Grottaferrata, luoghi di turismo ed enogastronomia nel comprensorio dei c.d. Castelli Romani..continua
Nel Comune di Roma, fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA), si trovano le rovine di Veio. Essa era la città etrusca più prossima a Roma e costituiva un avamposto a controllo del basso corso del Tevere; queste circostanze che costituivano la ragione della sua prosperità si rivelarono poi causa della sua rovina. Oltre a dover affermare la sua supremazia verso le altre città etrusche, capenati e falische del prossimo retroterra, dovette affrontare più di un secolo di guerre, con alterne fortune, con la grande nemica (Roma) fino alla propria distruzione che costituì il massimo trionfo (celebrato nei secoli) della sorgente Urbe.
In posizione dominante - su un poggio della Maremma nella bella e assolata Tuscia Viterbese - sorgono i resti di Velx (Vulci), città già Etrusca e poi Romana. L'area ricade nel versante di Montalto di Castro del locale Parco Archeologico Naturalistico. Essa si trova sull'ingresso dell'itinerario paesaggistico e la massima parte delle vestigia attengono al periodo romano. Ricadono nel Parco, nel vesante di Canino, le Necropoli di Vulci ed il bellissimo Castello medioevale della Badia in cui si trova l' interessante Museo Archeologico di Vulci...continua
Questo sito, posto su una altura che anticamente si trovava sulla costa tirrenica (ora è ad un paio di km nell'entroterra) è uno dei luoghi più importanti per l'archeologia romano-laziale. Qui sarebbe avvenuto lo sbarco di Enea e la circostanza fu ricordata nell'antichità con l'erezione di tangibili testimonianze (le tredici Are, l' Heroon). Sulla vicina collina sorgeva una città (Lavinium) di cui sono in corso gli scavi. L'area è stata per secoli miniera di grandi reperti votivi fittili provenienti dai santuari (ora esposti nel locale Museo di Lavinium e nei musei romani)...continua
Percorrendo la strada da Frascati a Monteporzio si osserva - sulla sinistra all'altezza dell'ingresso di Villa Mondragone - una strana grande spianata. Pochi sanno che essa è la base di una grande villa di epoca romana ora scomparsa e che nasconde uno dei più complessi porticati sotterranei giunti fino a noi da tale epoca...continua
All'interno dell'area del complesso abbaziale di S. Maria di Grottaferrata ( che sorge nella zona dei Castelli Romani) si trova un grande porticato semi-sotterraneo di epoca romana. La struttura è visibile solo dal vallone sottostante l'Abbazia ed è accessibile esclusivamente dall'interno della proprietà abbaziale. Questo criptoportico era in realtà una struttura di sostruzione di una grande villa romana che esisteva nell'area dove fu eretta l'Abbazia.Il nome stesso del Santuario e della cittadina che lo ospita pare derivi da una crypta-ferrata dell'antico complesso romano...continua
Sulla sinistra di un incrocio sulla Via Mirtense, provenendo da Osteria Nuova (via Salaria), appena varcato il confine del Comune di Frasso Sabino, si trova una grande fattoria con una chiesina prospiciente la strada. Occorre andare sul retro di questa costruzione per scoprire che essa poggia su alcuni grandi massi in opera quadrata che ci mettono sull'avviso: il vecchio casone è stato interamente realizzato ricoprendo un monumentale mausoleo romano. All'interno (nella c.d. Grotta) è possibile ammirare l'interessante assetto degli ambienti sepolcrali...continua
Nel Comune di Roma, fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA), nella zona dove inizia l'Autostrada Roma - Aquila, si osserva un paesaggio costituito da pareti scoscese con enormi antri scavati nel tufo, immerso nel verde percorso del fiume Aniene, qua e là degradato da interventi umani, anche recenti. Pochi sanno che queste sono le storiche Latomie di Salone e Cervara, già cave d’ estrazione del tufo che il celebre.Lucullo provvedeva a trasportare a Roma con zattere sull'Aniene.
Percorrendo la Via Tiburtina appena prima della salita per Tivoli i viaggiatori settecenteschi del Grand Tour rimanevano impressionati dalla mole cilindrica marmorea che dominava il greto dell'Aniene e dal ponte che armoniosamente ad essa si collegava. E volevano ritrarlo o correvano ad ordinarne una rappresentazione. Ancora oggi queste strutture ci appaiono come allora e abbastanza integre ( anche se il ponte ha subito qualche evidente manomissione) ma la zona non sempre risulta accessibile...continua
La grande costruzione cilindrica che si osserva, guardando dal mare, sulla sommità del promontorio che domina Gaeta (Monte Orlando), proprio sopra la famosa Fortezza, è uno dei più imponenti mausolei romani giunto ai nostri giorni. Esso è rimasto miracolosamente immune - nel corso dei secoli - dalle turbolente vicende che hanno travagliato lo storico abitato che sorge ai suoi piedi...continua
Sono quasi a se stanti rispetto alla sottostante città di Arpino queste particolari mura megalitiche della Acropoli (Civita), sulla cui origine si sono costruite molte leggende; in effetti la loro dimensione e perfezione desta ancora oggi lo stupore dei visitatori. Esse appartengono ad una tipologia particolare di mura poligonali presente nel Lazio Meridionale (Segni, Alatri, Ferentino). Queste di Arpino sono dotate anche di una bella porta micenea...continua
Il Promontorio del Monte Circeo può dirsi un luogo benedetto dal Signore, dove sono concentrate bellezze naturali, testimonianze preistoriche e storiche e leggende che, prese una ad una renderebbero famoso qualsiasi luogo della terra. Pochi sanno che sull’alto del Monte si trovano i resti di una antichissima Acropoli Megalitica, composta di massi squadrati di enormi dimensioni le cui origini non trovano ancora completamente d’accordo gli studiosi.
Sui Monti Lepini (detti anche Volsci dal nome del popolo che li abitava da epoca preromana) sorgono i resti della c.d. Civita di Artena. I ruderi, in particolare alcuni tratti di Mura Megalitiche, sono per la verità molto modesti, ma l'interesse massimo è destato dal luogo estremamente isolato in cui essi si trovano (la cima di una montagna) e dalla circostanza che gli studiosi sono qui ancora impegnati a cercare indizi della città pre-romana (dei Volsci, popolo grande nemico di Roma, le cui testimonianze archeologiche sono veramente molto scarse)...continua
Le mura megalitiche di Segni circondano tutta la città attuale ed appartengono ad una tipologia particolare di mura poligonali (dette anche 'mura ciclopiche') che si trovano in diverse località del Lazio Meridionale e sulla cui origine si sono costruite anche leggende. In effetti la loro dimensione e perfezione desta ancora oggi lo stupore dei visitatori. Queste di Segni sono soltanto una delle testimonianze antiche di questa città la quale conserva altri pregevoli monumenti sia romani che del periodo medioevale...continua
La gigantesca Acropoli di Alatri ha lasciato stupiti per secoli i tanti viaggiatori che aderirono all'ipotesi di una loro origine non umana (non ci si può persuadere facilmente che gli uomini antichi, con i mezzi di allora, abbiano potuto lavorare, spostare e far combaciare perfettamente monoliti di tali dimensioni e per tali altezze). Questa Acropoli, insieme alla cinta che circonda l'intero centro storico, costituiscono il maggiore complesso di mura c.d. ciclopiche del Lazio. Alatri conserva qualche altro resto romano, ma soprattutto è famosa per diversi pregevoli edifici medioevali...continua
Le mura megalitiche della Cinta e dell'Acropoli di Ferentino appartengono ad una tipologia particolare di mura poligonali che si trova nel Lazio Meridionale. Queste mura, costruite nella prima epoca della Ferentino romana (Ferentinum) ma su basi preromane, sono costituite da monoliti sovrapposti e mirabilmente combacianti. Le mura rappresentano solo una delle testimonianze antiche di questa città che conserva pregevoli monumenti oltre che romani anche medioevali...continua
Questa necropoli pagana romana, dal colore rosato dei suoi sepolcri in laterizio, si trova (miracolosamente intatta) nella zona agricola di Fiumicino, in un luogo appartato e silenzioso pur non distante da una strada di scorrimento veloce. I piccoli edifici sepolcrali in mattoni - rimasti insabbiati per secoli e così scampati alla distruzione - sono ancora dotati di commoventi iscrizioni dedicatorie e di decorazioni; il tutto presenta un aspetto suggestivo e, nello stesso tempo, insolitamente sereno per luoghi di questo genere...continua
Questa Necropoli etrusca - patrimonio dell'Unesco -, sembra sia la più grande delle necropoli dell'area mediterranea, con ipogei e tumuli monumentali, di alto pregio architettonico e decorativo. Si trova nell’Etruria Meridionale (poco a Nord Ovest di Roma) non lontano dalla costa Tirrenica ad un paio di km dalla sua città (Caere, attuale Cerveteri). La parte più monumentale è recintata e custodita, ma una cospicua quantità di tombe - generalmente ipogee - è all'esterno di essa e costeggia la Via dei Sepolcri o si trova disseminata nel territorio circostante...continua
Lungo un vallone isolato - ad una decina di km da Viterbo - si trova questa suggestiva necropoli etrusca rupestre. Essa si sviluppa sulle fiancate di un costone tufaceo con numerose sepolture ipogee e a dado (anche di grandi dimensioni) di cui nessuna salvata dalle spoliazioni dei c.d. 'tombaroli'. E' famosa nel mondo degli studiosi perché - 200 anni fà - fu la prima necropoli etrusca ad essere presa in considerazione - e quindi oggetto di attenzione - da parte del mondo storico-accademico...continua
Questa è la necropoli etrusca famosa per le stupefacenti Tombe Dipinte. Nella sua vasta estensione è inclusa una notevole quantità e varietà di sepolture, dal periodo arcaico agli ultimi secoli della storia del popolo etrusco, ma la particolarità più suggestiva - che rende giustamente famoso questo sito - è costituita dalle presenza di centinaia di tombe ipogee con le pareti interne mirabilmente dipinte con soggetti che volevano rappresentare la visione che il popolo etrusco aveva dell'Aldilà. Grande Museo Archeologico al Palazzo Vitelleschi di Tarquinia...continua
Questa vasta Necropoli si trova nel comune di Viterbo, ma è lontanissima da questa città mentre è a soltanto (si fa per dire) una quindicina di km da Vetralla; questo è un luogo molto solitario e di grande fascino archeologico e paesaggistico.
Nel vallone sottostante l'abitato di Blera, all'imbocco del sentiero di fondo valle Blera-Barbarano (c.d. Cammino degli Etruschi, come lo conoscono gli appassionati di trekking naturalistico), sorge questa antichissima Necropoli. Essa si estende su un promontorio tufaceo in prossimità di un antico Ponte romano ed è costituita da tombe ipogee che si stanziano dalla sommità dell'altura fino al piano, secondo una ideale scala cronologica...continua
Necropoli etrusca posta lungo le scoscese pendici di un colle sulla cui sommità si trova la chesetta romanica di San Giuliano, all'interno del Parco Naturalistico-Archeologico Marturanum. Il percorso di visita alle tombe, che sono di varia tipologia, si presenta, almeno per i più curiosi, abbastanza arduo, ma l'interesse ed il fascino di questo sito ripagano lo sforzo....continua
Le ripide alture, dal colore verde intenso che affiancano, abbastanza da vicino ( fra Santa Marinella e Civitavecchia ) la Via Aurelia, la Ferrovia Roma - Genova e l’Autostrada Roma - Civitavecchia, sono i Monti della Tolfa, ricchi di pascoli e di giacimenti minerari e perciò abitati fin dalla preistoria. Siamo in un territorio degli Etruschi e questo popolo ebbe qui alcuni insediamenti che ci hanno lasciato ricche Necropoli, le più notevoli delle quali si trovano nel territorio comunale di Tolfa; si tratta in particolare di quelle del Pian della Conserva e della Riserva del Ferrone.
Le Necropoli Etrusche dell'antica Vulci (Velx) si trovano nel versante di Canino del parco Archeologico Naturalistico di Vulci. Esse sorgono sul lato sinistro del corso del fiume Fiora (il fiume che passa sotto il Ponte del Diavolo della contigua Badia di Vulci). Alcune sepolture sono visitabili, ma altre (come la famosa Tomba Francois) sono permanentemente chiuse. Nel Parco sono ricomprese, sul vesante di Montalto di Castro. le rovine della città etrusco-romana di Vulci da dove si accede ad una bellisima zona naturalistica....continua
Usciti dal buio della Tagliata di Cavamonte fa un certo effetto scorgere - poco lontano dalla via moderna - nel sole della campagna aperta, questo ponte romano che sorregge ancora un tratto dell'antica via Prenestina. Certamente ciò che vediamo sarà pure il frutto di un buon restauro, ma è pur sempre una bella testimonianza di ingegneria stradale romana, in una zona (Gallicano, Poli, S.Gregorio) dove - viceversa - numerosi sono i ponti eretti a sostegno di antichi acquedotti...continua
Sia dal nome che dalle descrizioni riportate anche da molti siti web ci si aspetta di trovarsi al cospetto di un tipico Ponte stradale arcato, ma così non è. Infatti quest’opera veramente particolare consiste in una compatta struttura - briglia di sbarramento al torrente delle Vurie.
Il romano Ponte delle Mole (conosciuto anche col nome di Ponte degli Arci o della Mola degli Arci) non è un ponte stradale, bensì un ponte a sostegno di un tratto di un antico acquedotto (l’Anio Vetus). Il territorio di San Gregorio di Sassola è attraversato da alcuni dei maggiori acquedotti che rifornivano l’Urbe e conseguentemente qui sono presenti diversi grandiosi ponti (oltre questo, c’è anche il Ponte San Pietro ed il Ponte S. Antonio nonché il grandioso Ponte Lupo, che però è in territorio di Gallicano).
Nel Comune di Roma, fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA), si trova questo antico ponte. Molte migliaia di automobilisti percorrendo la S.P. Prenestina, attraversano ogni giorno, nei due sensi, il Ponte di Nona, ma pochi sanno di passare sopra una struttura vecchia di oltre duemila anni. Questo grande ponte romano che si trovava al IX miglio (da quì il nome) della via antica, con la sua poderosa struttura a molte arcate, sovrasta un piccolo ponte di epoca addirittura anteriore...continua
Appena scesi a valle di Lanuvio, percorrendo la moderna provinciale Astura, il moderno nastro asfaltato fa uno strano zig zag che ci permette di ammirare i resti di una antica strada basolata romana con il suo ponte abbastanza ben conservato anche se stranamente fuori asse. Due passi da fare a piedi in un territorio dedito alla viticultura in cui anche le stradine interpoderali hanno il nome di celebri vitigni...continua
Facendo shopping nei bei negozi della Via Roma di Rieti non si sospetta di trovarsi sul percorso del viadotto che i romani costruirono per congiungere il ponte sul Velino con il Foro della antica Reate. Il complesso della Rieti sotterranea è essenzialmente costituito dagli imponenti resti delle arcate di questo viadotto, che oggi si trovano totalmente inglobati nei vecchi sotterranei dei palazzi di via Roma. Il dislivello coperto era notevole e per questo motivo gli archi raggiungono altezze veramente ragguardevoli; gli antichi ambienti, con i loro adattamenti, usi e riusi secolari costituiscono elemento aggiuntivo di suggestione per questa visita...continua
Il territorio di Santa Marinella si trovava - in epoca romana - tra le Colonie di Pyrgi (attuale Santa Severa) e di Castrum Novum (Torre Chiaruccia di Santa Marinella); quì correva un tratto dell'antica Via Aurelia, costruita per raccordare tutte le Colonie della Costa Tirrenica a Nord dell'Urbe. A lato dell'attuale Strada Statale n° 1- Aurelia poche tracce sono oggi visibili dell’ antico basolato stradale mentre sono ben conservati (almeno nelle loro strutture essenziali) una serie di antichi Ponti, di cui alcuni molto interessanti per la conoscenza delle tecniche costruttive romane...continua
Per distrarvi, la prossima volta che decollate da Fiumicino, se siete seduti sul lato sinistro guardate dall'oblò e vedrete un grande occhione verdastro (perfettamente esagonale) immerso in un parco alberato; un canale si stacca da un vicino grande fiume (il Tevere) e lo sfiora dirigendosi verso il mare. E' questo l'unico modo di vedere compiutamente il Porto di Traiano (ancora intatto) costruito quasi duemila anni orsono con a fianco la Fossa Traianea (attuale canale di Fiumicino) utilizzata anche per collegare, tramite il Tevere, Roma con quello che all'epoca era il suo più moderno porto. Il Porto di Traiano aveva infatti sostituito quello di Claudio che era poco più a Nord (vicino alle attuali piste aeroportuali: il mare allora non era così lontano come è oggi). L'intero Porto di Traiano e parte delle rovine di quello di Claudio non sono facilmente visitabili perché ricadono in proprietà privata...continua
Osservando dalla terra o dal mare l’isolata mole del Castello di Santa Severa non si immagina che esso sovrasti una importante Area Archeologica divenuta famosa negli anni sessanta per il ritrovamento delle famose lamine bilingui (Lamine d’oro di Pyrgi, in lingua etrusca e fenicia) che permisero la comprensione della misteriosa lingua degli Etruschi.
In genere ci si reca ai Colli Albani per far bisbocce in una zona nota per fraschette (tradizionali osterie) e rivendite di porchetta -numerose nelle cittadine dei c.d. Castelli Romani - mentre la ricchezza archeologica di questi luoghi meriterebbe appositi tour culturali (ma forse le cose si potrebbero abbinare). Nell'odierna Albano Laziale si conservano le imponenti testimonianze della città epicentro dell'Albanum dei Romani (che era un territorio ben più vasto dell'odierno comune) con i grandiosi resti dei Castra Albana di Settimio Severo ed altri notevoli monumenti...continua
Percorrendo le caratteristiche stradine di Cori medioevale non è difficile scoprire qua e là, anche negli androni di vecchi palazzi, reperti romani. All'interno del centro e lungo il perimetro cittadino si conservano però anche resti monumentali della romana Cora e, primo fra tutti, il famoso Tempio di Ercole che domina dall'alto l'abitato...continua
Da allora non è cambiato molto: questa località situata sul Golfo di Gaeta, sede da sempre di attività marittime (specie pesca) e turistiche, era molto frequentata dai patrizi romani (non solo Cicerone) che la ambivano come luogo di villeggiatura. All'interno o nei pressi dell'attuale città di Formia si trovano alcuni monumentali resti della Formia dei Romani, in massima parte nascosti dalle costruzioni di epoca successiva...continua
Lanuvio, che sorge sull'ultimo dei Colli Albani (c.d.Castelli Romani), in amena posizione dominante la Piana Pontina - verso il mar Tirreno - fece subito gola ai conquistatori romani che qui edificarono molte importanti opere e potenziarono il miracoloso Tempio Santuario di Giunone che si era rivelato una ottima fonte di reddito (da suddividersi equamente in parti uguali con la cittadinanza locale)...continua
Molti dei frequentatori di questa bella cittadina turistico balneare - luogo di imbarco per le Isole Pontine - non immaginano l’interesse che potrebbero trovare in una visita al suo centro storico. In gran parte sulla collina, nel cuore del quartiere medioevale, sorgeva il centro monumentale di Terracina romana; le sue rovine si trovano frammiste alle costruzioni medioevali ed hanno come epicentro la grande piazza del Foro Emiliano, che conserva miracolosamente la sua bianca pavimentazione originale. Nella visita al quartiere alto spesso non è agevole distinguere le tracce romane da quelle medioevali, in un connubio di mura, torri, porte, basolati e colonne. In alto, sul monte che sovrasta la città, si osservano le grandiose sostruzioni del tempio di Giove Anxur...continua
Nei dipinti ed incisioni del Grand Tour le vestigia di Tivoli Romana occupano un posto privilegiato. La città di Tivoli vanta uno storico passato e di tutti i secoli dalla sua fondazione conserva testimonianze importanti. Molto si deve alla sua collocazione sulla prima propaggine del Pre-Appennino Laziale, a dominio dell'Agro Romano. Della Tibur romana, in particolare, oggi restano notevoli monumenti nel centro medioevale della città (Templi, Anfiteatro) e nelle immediate vicinanze. Nella piana sottostante Tivoli si trovano la grandiosa Villa Adriana, il Ponte Lucano ed il Mausoleo dei Plautii...continua
Questo era un luogo di grande mistero: i resti del Tempio di Diana sorgono all'interno di un poggio boscoso situato lungo le falde del cratere vulcanico che racchiude il Lago di Nemi, a valle dell'omonimo centro medioevale - Nemi - vivace cittadina dei Colli Albani (c.d. Castelli Romani), famosa anche per la coltivazione di gustose fragole. Qui vicino l'Imperatore Caligola teneva le sue famose Navi - i cui resti sono nell'apposito Museo, lungo le rive del Lago -.dove si svolgevano misteriose cerimonie rituali...continua
Le imponenti sostruzioni (del I sec. a. C) del Tempio di Giove Anxur dominano dall’alto del Monte Sant’Angelo l’abitato di Terracina. Il Tempio – Santuario vero e proprio sorgeva nella platea sovrastante questa sostruzione ed è ora praticamente ridotto a pochi ruderi mentre il grande porticato che possiamo osservare dal basso è ben conservato in tutta la sua maestosità.
Il panorama di Palestrina (la Praenestae degli antichi) - da qualunque parte lo si guardi - è dominato dai monumentali resti del Santuario della Fortuna Primigenia, forse il più grandioso e scenografico della romanità. Palestrina ha un ricco passato e conserva anche altre importanti vestigia romane, oltre che prestigiosi monumenti delle epoche successive. Alla sommità del Santuario sorge il Palazzo Barberini dove ha sede il Museo Archeologico Prenestino (famoso Mosaico del Nilo)...continua
Questa è un’area archeologica di grandissima importanza eppure semisconosciuta e trascurata perché vittima di beghe infinite tra le pubbliche autorità e la Società proprietaria dei terreni (non ancora espropriati) cui è stata negata la possibilità di realizzare un progetto di sviluppo della zona, forse non totalmente compatibile con gli obiettivii di salvaguardia del patrimonio naturalistico.
Non è ben chiaro se le grandi strutture che si vedono in alto sul declivio che degrada dal Villaggio di Paterno verso il Lago Paterno (non lontano dal capoluogo Castel Sant’Angelo) siano i ruderi dell’antica Cotilia ovvero di Terme o, secondo molti, i resti di una grande villa rustica con terme, probabilmente della famiglia dei Flavi ed in particolare di Tito, figlio di Vespasiano. Questa era l'area del Vicus Cutiliae e i due Imperatori avevano stabilito in questa zona un vero e proprio centro di soggiorno termale, apprezzando per primi le abbondanti sorgenti di acque sulfuree che oggi alimentano le moderne Terme di Cotilia.
Presso Cittaducale (bella cittadina con importanti monumenti medioevali), in località Caporio, lungo il pendio di un’altura presso la Via Salaria Nord, si trova l’area archeologica delle Terme o Villa di Vespasiano, che apparteneva all'area del Vicus Cutiliae. La collina, per fortuna, è ancora abbastanza selvaggia ed i cospicui ruderi (che si raccolgono intorno ad una grande piscina) presentano un aspetto molto scenografico.
Gli studiosi hanno discusso a lungo sulla natura di questo grandioso complesso attribuito a Traiano in cui le strutture residenziali sono frammiste a strutture termali tanto che ancora oggi qualche dubbio resta sul fatto che si tratti di Terme ovvero di una grandiosa Villa (probabilmente era ambedue le cose); la sua superficie di due ettari ne fa uno dei maggiori complessi archeologici del Lazio...continua
Nella Valle del fiume Salto, e precisamente nell’area del Cicolano, su un’altura tra il paese di Borgorose e la sua frazione di Corvaro, si trova il Tumulo detto ‘il Montariolo’, molto importante per l’archeologia protolaziale ed in particolare per lo studio della popolazione degli Equicoli. In verità chi si aspetta di trovare qui un classico tumulo, al cospetto di questa area archeologica rimane perplesso, in quanto questo famoso monumento funerario oggi si presenta completamente sbancato, composto da una serie di costoloni di grandi pietre all’interno di un’area circolare.
Questo è uno dei tratti del tracciato della antichissima Via Amerina, costruita a metà del III sec. a.C. unendo percorsi preesistenti della antica rete viaria falisca: la Via, originandosi dalla Via Cassia alla Valle del Baccano, arrivava ad Ameria (ora Amelia, in Umbria) da dove proseguiva fino a ricongiungersi con la via Flaminia.
Questo tratto negletto della Regina Viarum non può certo paragonarsi al più noto percorso che da Porta S. Sebastiano finisce all'altezza del Grande Raccordo Anulare (GRA), ricco di impareggiabili monumenti. Questo tratto - oltre il GRA - spoliato e trascurato per secoli, costituisce oggi un sito oggetto di indagine e non a caso alcuni segmenti sono luogo di scavo da parte di volontari (autorizzati) in addestramento alle attività archeologiche, in un'area facente comunque parte del Parco dell'Appia Antica...continua
A lato della nuova Via Cassia (detta Veientana), al termine della discesa della Valle del Baccano - tra il bivio di Campagnano e quello di Nepi - si trova un tratto basolato dell’ antica Via romana. Questo era il XVII miglio e qui c’era la biforcazione della Via Amerina (vedi) che si inoltrava verso l’antica Amelia.
E' una vera sorpresa, nel recarsi a Nettuno percorrendo una delle strade (Via Selciatella, toponimo archeologicamente molto evocativo) che partono dalla Pontina, mentre si attraversa la bella Pineta della Campana, accorgersi che a lato della moderna via corre un lungo tratto - integro - di una strada romana (dal nome sconosciuto) che pare fosse molto frequentata nell'antichità...continua
Il Monte Cavo è la montagna (949 metri s.l.m.) dalla forma conica che sovrasta la Campagna romana dal lato Sud Est (Colli Albani): esso è ritratto in mille pitture nel corso di tutto l’ottocento, sullo sfondo di ruderi di acquedotti e scene pastorali.
Antium nell'antichità comprendeva un vasto teritorio avente come epicentro l'odierna cittadina costiera di Anzio, per tale ragione quando le cronache romane parlano di ville o di viaggi ad Antium non è sempre sicuro che si riferiscano all'odierno centro. Quello che è certo è che Nerone nutriva un particolare affetto per la città di Antium perché vi era nato ed oggi la Villa che egli qui si volle costruire costituisce il maggiore dei monumenti romani della splendida cittadina turistico-balneare...continua
Il luogo è verde e suggestivo; del resto sia Nerone che S. Benedetto dovevano avere qualche (seppure diversa) ragione per esserne attratti. I resti che è possibile vedere rappresentano una scarna testimonianza di quella che fu la grandiosa Villa di caccia dell'imperatore Nerone. La Villa sorgeva intorno a tre laghi artificiali (Simbruina Stagna) ottenuti sbarrando l'alto corso del fiume Aniene, in questo luogo, allo sbocco della stretta vallata fra i Monti Simbruini...continua
A chi percorra velocemente la Via Flacca, passa spesso inosservato questo bellissimo complesso costiero comprendente la Villa di Tiberio, la grande Grotta ed il Museo Archelogico. Esso è uno dei principali luoghi archeologici del Centro Italia, per la notevole massa di resti strutturali, tipici delle ville marittime, per gli aspetti naturalistici del posto esaltati dalle modifiche apportate dall'Imperatore e per la grande profusione di ornamenti e sculture qui rinvenuti ed in parte conservati nel locale Museo Archeologico...continua
Questa era una delle più grandi, forse la più grande, delle Ville della romanità. Gli imponenti resti della Villa dell'Imperatore Adriano, che sorgono nella piana sottostante Tivoli. hanno l'ampiezza di una vera e propria città, estesa per 56 ettari e non ancora del tutto riportata alla luce. Essa sorge in aperta campagna ed i molti resti di edifici di imponenti dimensioni e la varietà delle strutture, degli ambienti e delle decorazioni fanno di questo sito (che ha costituito per secoli una miniera per i cercatori di opere d'arte) un 'unicum' nel mondo dell'archeologia romana...continua
Sostando sul retro dell'Area di Servizio Feronia Ovest dell'Autostrada del Sole (presso il casello di Fiano Romano) si può dare un'occhiata a questa che risulta essere una delle più grandi ville patrizie dell'antichità. La villa presenta una completa serie di strutture tipiche di questi complessi, ben restaurata anche nei mosaici, in parte policromi. Per la sua visita - che si prospetta molto interessante - occorre prenotare in anticipo...continua
In un declivio di campagna piuttosto desolato (del resto 'Collesecco' è apparso subito ai ricercatori un toponimo molto indicativo) nella bella vallata sotto Cottanello, si trovano i resti di una grande Villa Rustica, tipologia ricorrente nella antica Sabina, territorio in cui molti patrizi romani si stabilirono per esercitare fiorenti attività agricole. Le strutture riportate alla luce costituiscono solo una parte dell'intero complesso...continua
La zona ai margini del bellissimo omonimo promontorio del Circeo includente il Lago e la Foresta di Sabaudia è una delle aree paesaggisticamente più pregevoli del nostro Paese. Il complesso della villa di Domiziano è la maggiore testimonianza archeologica di questa area ed è compresa nella Riserva Naturale "Rovine di Circe". Molto interessante questa Villa per le particolarità dispositive degli ambienti e per i sistemi idraulici escogitati sia per l'alimentazione delle terme che per gli agi dell'illustre proprietario...continua
Nel Comune di Roma - fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA -, nei pressi dell'antica Via Flaminia sorgeva la Villa di Livia Drusilla (moglie di Augusto); questo era il luogo del prodigio della "gallina bianca" e per questo era detta anche "ad Gallinas Albas". Vera miniera per i trafugatori di opere d'arte nel corso dei secoli, dall'epoca del rinvenimento (nell' ottocento) del celebre Augusto di Prima Porta è oggetto di accorti scavi che hanno riportato alla luce sontuosi ambienti e ricche decorazioni...continua
Nel pieno della pittoresca campagna della Valle del Licenza, si trovano i resti della Villa che dovrebbe essere quella donata da Mecenate ad Orazio, secondo le descrizioni che lo stesso poetà ne fece nei suoi scritti. I resti solitari ed abbastanza estesi rappresentano esaurientemente la struttura di una villa di otium seppure legata alla cura di una vasta proprietà agricola...continua
Nel Comune di Roma - fuori del Grande Raccordo Anulare (GRA) - nel folto della grande Pineta di Castelfusano, emerge questa radura assolata che mostra i resti (quasi tutti a livello del suolo) di una villa d'otium del I sec. d.C.. Questa villa è stata da sempre ritenuta di Plinio il Giovane, ma oggi si contesta tale attribuzione che sembra più plausibile per una villa situata nella vicina Tenuta Presidenziale di Castelporziano. Qui a lato corre un tratto basolato della Via Severiana...continua
Nella cornice dei pittoreschi Altipiani di Arcinazzo (luogo di turismo montano residenziale) - fra i Monti Simbruini a Est di Roma - sorgono i resti di una grande villa attribuita all'Imperatore Traiano, che l'avrebbe utilizzata per le sue attività venatorie. Essi si trovano sulla Via Sublacense, che proviene da Subiaco, dove - in epoca imperiale - sorgeva la Villa dei Simbruina Stagna di Nerone, che, provatamente, fu utilizzata anche dallo stesso Traiano...continua |
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